La disciplina delle pratiche commerciali del settore agroalimentare

Il Decreto Legislativo n. 198/2021 ha recepito la direttiva (UE) 2019/633 che mira a promuovere un commercio equo e trasparente nella catena di approvvigionamento alimentare.

Questo intervento legislativo ha tra le sue finalità quella di contrastare le pratiche commerciali sleali tra imprese nella filiera alimentare, con un focus sulla protezione dei produttori agricoli.

La direttiva richiede infatti che le parti coinvolte basino i propri rapporti su contratti scritti che includano informazioni essenziali come prezzo, quantità e condizioni di consegna e pagamento, in modo da garantire equità nelle relazioni commerciali, riducendo la dipendenza di alcuni operatori da quelli più forti.

La violazione delle norme sulle pratiche commerciali sleali porta a sanzioni pecuniarie basate sul fatturato aziendale.

L’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione delle Frodi (ICQRF) è responsabile della vigilanza e può avviare indagini.

Nonostante siano passati quasi due anni dal recepimento della direttiva, molte imprese nel settore non hanno ancora adottato queste disposizioni, ed è essenziale che lo facciano per adeguarsi alla legge.



Lo studio legale può aiutare le imprese del settore agroalimentare ad adottare le misure necessarie per adeguarsi alla legislazione vigente, rivedere i contratti, metterli per iscritto se necessario e assicurarsi di rispettare le norme contro le pratiche commerciali sleali.

Questo passo non solo contribuirà a migliorare l’equità nelle relazioni commerciali, ma anche a proteggere i produttori agricoli e alimentari.

La conformità a queste norme è fondamentale per un settore alimentare sostenibile e etico.

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